Descrizione
Quest’opera del Maestro Reno Schiavon è un capolavoro di virtuosismo tecnico e sensibilità materica, un pezzo che fonde due delle discipline più complesse dell’arte vetraria: il mosaico di murrine e la molatura.
Il soggetto è un vaso ovoidale, “a botte”, la cui superficie è suddivisa in tre fasce distinte che dialogano in un equilibrio perfetto. Il nome “Tribe” (Tribù) è evocativo: l’intera opera richiama la complessità di un antico tessuto cerimoniale o di un cesto finemente intrecciato.
Il cuore dell’opera è la monumentale fascia centrale, un esempio di Vetro Mosaico (o Vetro Tessuto) di incredibile complessità. Questa non è una decorazione casuale: Schiavon ha creato canne di vetro apposite, studiate per imitare la trama e l’ordito di un tessuto. Queste canne sono state poi tagliate in migliaia di murrine e assemblate “a freddo” come un puzzle, per creare questo pattern a “pezze” (patchwork) che si intersecano. I colori—giallo oro, blu elettrico, arancio e bianco/nero—sono disposti in blocchi cromatici che donano ritmo e modernità all’opera.
Osservando l’opera, si notano due dettagli che ne elevano ulteriormente il pregio. Il primo sono le sottili fasce di murrine “millefiori” in bianco e nero che bordano la sezione centrale, agendo come una “cucitura” di alta sartoria.
Il secondo dettaglio è il magnifico contrasto materico con le fasce superiore e inferiore. Queste sono realizzate in Vetro Lattimo (un vetro bianco opaco) e sono state interamente rifinite “a freddo” con la tecnica della Molatura a Battuto. Dopo che il vaso è stato soffiato e raffreddato, l’artista è intervenuto con la mola (una ruota da scavo) per incidere la superficie, creando questa fitta texture tridimensionale che assorbe la luce, in netto contrasto con la lucentezza del mosaico centrale.
È un pezzo da collezione che riassume la ricerca di Reno Schiavon: la fusione perfetta tra la tradizione millenaria del vetro mosaico e una finitura scultorea, tattile, quasi brutalista, ottenuta con la complessa lavorazione a freddo. Un dialogo tra calore e ghiaccio, tra colore e forma.




