Descrizione
Quest’opera è una testimonianza storica e artistica proveniente dalla più celebre fornace muranese del ‘900: la Venini, fondata e diretta dal genio di Paolo Venini. Realizzato negli anni ’50, in pieno fervore Mid-Century Modern, questo vaso incarna la perfetta fusione tra design rigoroso e altissima perizia esecutiva.
Il soggetto è un vaso dalla forma sinuosa, quasi antropomorfa, con una base globulare che si restringe in un collo slanciato. Il nome “Dama” (o “a Dame”), spesso usato per le sue creazioni, evoca l’eleganza di una figura femminile o il pattern di una scacchiera, e questa forma ne è un superbo interprete.
Il cuore pulsante dell’opera risiede nella sua incredibile superficie, un’ipnotica texture “animalier” turchese e nera. Non si tratta di una decorazione dipinta, ma della complessa e raffinata tecnica del Vetro Mosaico. Questo metodo, portato alla perfezione da Paolo Venini, prevede la preparazione di tessere di vetro (simili a murrine o tessere a mezzaluna) in pasta vitrea nera e turchese.
Osservando l’opera, si può quasi percepire il processo. Centinaia di queste piccole tessere bicrome sono state meticolosamente assemblate “a freddo” su una piastra per creare un fitto tappeto decorativo. Questo “mosaico” è stato poi fuso insieme e, ancora incandescente, raccolto dal Maestro vetraio che, soffiando e modellando, gli ha dato la forma tridimensionale.
È proprio la fase di soffiatura che crea la magia: il pattern, originariamente uniforme, si espande sulla pancia del vaso (allargando le “macchie”) e si restringe e infittisce sul collo, creando un effetto di movimento e tensione dinamica che segue la forma dell’oggetto.
Il contrasto cromatico è audace e iconico per quel periodo: un turchese-ottanio vibrante e saturo, interrotto dal nero assoluto, con una finitura perfettamente lucida che riflette la luce come uno specchio d’acqua.
È un pezzo da collezione museale, che riassume la ricerca di Paolo Venini sull’unione tra forma, colore e rigore tecnico. Un’opera che non arreda, ma definisce uno spazio, testimone del momento in cui il vetro di Murano divenne un simbolo mondiale del design italiano.




