Descrizione
Questo vaso è un’icona del design Mid-Century Modern italiano, un’opera che porta la firma inconfondibile di Fulvio Bianconi. È un pezzo che incarna la rivoluzione estetica che Bianconi portò a Murano negli anni ’50 e ’60: l’uso del vetro come una tela pittorica, la purezza della forma al servizio del colore.
Il soggetto è un vaso cilindrico, una forma geometrica pura, quasi brutalista. L’esecuzione, tuttavia, è un saggio di maestria tecnica e di composizione cromatica. L’opera è interamente soffiata a bocca in un vetro trasparente di un profondo e brillante verde smeraldo.
Il cuore dell’opera, il gesto “pittorico” di Bianconi, risiede nelle “Fasce Applicate”. Le due fasce orizzontali non sono dipinte, ma sono vetro applicato a caldo. Si tratta di spessi fili di pasta vitrea (in questo caso un azzurro/blu opalescente, quasi un lattimo colorato) avvolti con precisione attorno al corpo del vaso mentre era ancora incandescente.
Osservando l’opera, si coglie il genio compositivo di Bianconi. Il vaso è un gioco di contrasti:
Trasparenza vs. Opacità: Il corpo in vetro verde, vibrante e trasparente, cattura la luce, mentre le fasce opache la bloccano, la “tagliano”, creando un ritmo visivo netto.
Forma: La verticalità del cilindro è interrotta bruscamente dall’orizzontalità delle fasce, in un equilibrio geometrico perfetto.
Colore: La scelta di accostare il verde smeraldo a un azzurro-blu così particolare è audace, una firma tipica della palette cromatica di Bianconi.
È un pezzo da collezione che riassume la poetica di Fulvio Bianconi: la riduzione della forma alla sua essenza geometrica per far esplodere il colore. Non è una scultura (come un Rosin o un Signoretto), ma un pezzo di design grafico tridimensionale. Un’opera fondamentale che ha segnato la storia del vetro di Murano, spostando il focus dal virtuosismo della forma alla purezza del segno e del colore




