Descrizione
Quest’opera vibrante, realizzata dal celebre Maestro Adriano Dalla Valentina, cattura l’essenza del design contemporaneo attraverso una delle tecniche più antiche e complesse della tradizione vetraria di Murano.
Il soggetto è un vaso cilindrico, un archetipo della forma, ma l’esecuzione è un capolavoro di perizia tecnica e pazienza. L’intera scultura è realizzata con il metodo del Vetro Mosaico. A differenza della lavorazione a massello, questo processo parte dalla creazione di centinaia di elementi individuali, assemblati con precisione millimetrica prima ancora che l’opera prenda forma.
Il cuore dell’opera risiede nella spettacolare tecnica della Murrina a Mosaico. Questo metodo, padroneggiato da Dalla Valentina con uno stile inconfondibile, prevede la creazione manuale di “canne” di vetro policromo, studiate per avere già al loro interno quel preciso disegno a cerchi concentrici. Queste canne vengono poi tagliate in innumerevoli sezioni (le murrine), ognuna delle quali è come la tessera di un mosaico.
Osservando l’opera, si nota un pattern organico, quasi “animalier”, composto da queste forme triangolari smussate che si incastrano in un ritmo dinamico. Il Maestro posiziona ogni singola tessera “a freddo” su una piastra, componendo questo denso tappeto visivo. I colori sono audaci: un verde smeraldo profondo fa da sfondo a nuclei concentrici di giallo acido, bruno e nero, creando una superficie ipnotica e fittissima di dettagli.
Una volta completata la composizione, questa viene fusa in un unico “foglio” di vetro, raccolta e infine soffiata con incredibile abilità per ottenere la forma cilindrica, facendo attenzione a non distorcere il complesso disegno. La superficie esterna è perfettamente levigata e lucida, permettendo alla luce di penetrare e far brillare ogni singola murrina dall’interno.
È un pezzo da collezione che riassume la ricerca artistica di Adriano Dalla Valentina: la fusione tra il rigore tecnico quasi matematico della composizione a murrine e un’estetica moderna, grafica e dirompente.




