Descrizione
Quest’opera potente, realizzata dal leggendario Maestro Pino Signoretto, è un pezzo che trascende la sua funzione di “piatto” per diventare pura scultura. È un’espressione della forza tellurica che Signoretto sapeva imprimere alla materia, un’opera che porta la sua firma stilistica più riconoscibile e drammatica.
Il soggetto è un grande piatto, o centro tavola, caratterizzato da un bordo spesso e massiccio in un profondo blu cobalto. Ma l’esecuzione è un atto di scultura a caldo, un dialogo fisico tra l’artista e la massa di vetro fuso a oltre 1000 gradi.
Il cuore dell’opera risiede nei “visi” che emergono dal fondo. Questa non è una decorazione applicata, né un pattern. Si tratta di vere e proprie sculture realizzate con la tecnica della lavorazione a massello. Signoretto ha letteralmente scolpito queste forme, queste maschere espressive, all’interno del “bolo” di vetro incandescente, usando solo i suoi strumenti metallici (pinze, tagianti) con una rapidità e una precisione che rasentano l’incredibile.
Osservando l’opera, si nota come i visi non siano semplicemente appoggiati, ma appaiano come imprigionati o in emersione dalla profondità del vetro. Le loro espressioni, quasi primordiali, sono rese ancora più tridimensionali dalla tecnica Sommerso: i volti sono realizzati in una pasta vitrea più chiara, forse un lattimo o un cristallo con inclusione d’aria, e poi “sommersi” nel blu cobalto trasparente.
Questo crea un effetto di profondità abissale. La luce attraversa lo spesso strato blu e illumina i volti dal di dentro, creando un contrasto spettrale e teatrale. La superficie del piatto è volutamente mossa, irregolare, e porta i segni della lavorazione a mano, la firma del gesto creativo del Maestro.
È un pezzo da collezione che riassume la poetica di Pino Signoretto: la lotta con la materia, l’espressione che vince sull’inerzia del vetro, la capacità di infondere un’anima e un’emozione in un materiale pesante e difficile. È un pezzo che non contiene, ma racconta una storia.




