Descrizione
I Fratelli Toso sono stati i custodi e i rivoluzionari del mosaico vitreo. Fondata nel 1854, la vetreria Fratelli Toso non è solo un nome, ma un’epopea familiare che ha attraversato i secoli, riuscendo nell’impresa quasi impossibile di traghettare la tecnica bizantina delle murrine verso le vette dell’Art Déco e del design contemporaneo. È tra le mura della loro fornace che il vetro si è frammentato in mille tessere di colore per poi ricomporsi in opere dalla complessità ipnotica.
Sotto la guida artistica di figure come Ermanno Toso tra gli anni ’30 e ’60, la manifattura ha abbandonato il gusto puramente decorativo dell’Ottocento per abbracciare una modernità fatta di contrasti cromatici e texture materiche. Le loro celebri murrine non sono semplici decorazioni, ma atomi di luce che costruiscono forme organiche e astratte: dalle serie “Kiku” con i loro motivi a crisantemo, ai “Cattedrale” e “Nerox”, dove il vetro assume la profondità delle vetrate gotiche o l’opacità misteriosa della pietra vulcanica.
Il contributo dei Toso alla storia di Murano risiede nella capacità di aver reso “moderno” il dettaglio minuto. I loro vasi e le loro lampade sono caleidoscopi solidificati, dove ogni singolo frammento è posizionato con una precisione millimetrica che sfida la velocità del fuoco. Oggi, un’opera dei Fratelli Toso è un pezzo di storia muranese pura, un simbolo di continuità che unisce la sapienza degli antichi maestri alla visione audace del design del XX secolo, ricercatissimo da chi cerca nel vetro un’esplosione di colore e una perizia tecnica inimitabile.




